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NEWS E CONSIGLIPosto fisso? La finanza boccia Tremonti21 ottobre 2009Mentre il mondo della politica continua a discutere, dalla finanza arriva una bocciatura, sia pur sfumata, verso la sorprendente difesa del “posto fisso” da parte del ministro dell’Economia Giulio Tremonti. "Non credo che la mobilità di per sé sia un valore, penso che in strutture sociali come la nostra il posto fisso è la base su cui organizzare il tuo progetto di vita e la famiglia", aveva detto Tremonti due giorni fa sollevando il solito dibattito: contraria Confindustria, positivi i sindacati da cui arrivano segnali concilianti nei confronti dell’inusuale apertura concessa da un esponente così in vista del centro-destra. Una “tempesta in un bicchier d’acqua” secondo il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. Un “ritorno al passato” secondo la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia; mentre la Cgil, per bocca del segretario confederale Agostino Megale, chiede al governo di passare “dalle parole ai fatti”. In realtà quella del ministro, più che una svolta politica, assomiglia ad un annuncio pre-elettorale in vista delle Regionali, fatto per avvicinare alle posizioni del governo la platea dei precari, falcidiati dalla crisi. Ma cosa ne pensa il mondo delle banche e della finanza, che in fatto di licenziamenti, mobilità e precarietà ne sa qualcosa forse più degli altri? Ignazio Visco, il vice direttore generale di Bankitalia, ha commentato spiegando che "la conoscenza è essenziale per il posto fisso, perché chi sta dentro all'impresa può contribuire all'innovazione", ma anche "per affrontare il rischio che la società da statica diventi dinamica" e quindi con maggiore flessibilità del lavoro stesso. Fra i recruiter prevale un certo disincanto. Sergio Zanetta, associate partner di Proper Transeaerch a Milano, premette che una buona parte delle ricerche di personale delle ultime settimane sono state fatte “per posizioni di temporary management in settori come la compliance”. Il segnale di Tremonti – dice Zanetta – “probabilmente era teso a rassicurare”. Ma “è anche un segnale che assomiglia ad un invito a stare fermi, a non muoversi. E in questo non è certo un segnale positivo. Capisco che tutti tirino acqua al proprio mulino – dice Zanetta – ma l’approccio sembra un po’ protettivo e conservativo”.
COMMENTIValerio1979, gio 22 ott 09Secondo la mia personale sensazione, basata su rilevazioni assolutamente empiriche, non pare proprio sia stata "la finanza" a bocciare Tremonti bensì solo Voi ... fatevi un esame di coscienza prima di scrivere il prossimo articolo.
cosimop, Private banking, gio 22 ott 09che società che viviamo! vogliamo forse paragonare le funzioni di "management" (per le quali è normale, a fronte di remunerazioni "elevate", una certa mobilità e una certa tensione ai risultati) con la maggioranza delle prestazioni lavorative del mondo operaio e impiegatizio (con stipendi spesso ai limiti della sopravvivenza e poche possibilità di ricollocazione)???? non rendiamoci ridicoli! i contratti, dopo il consueto periodo di prova, dovrebbero essere tutti a tempo indeterminato, ampiando peraltro le possibilità di licenziamento per giusta causa. Il mercato del lavoro in Italia è davvero arcaico.... Il tuo commento »Claudio, Retail banking, mar 27 ott 09Il posto fisso a livello di quadri e impiegati promuove la migliore conoscenza e il migliore utilizzo dei prodotti bancari, e una crescita che può essere orizzontale e verticale nei ruoli e nei livelli. Manca purtroppo nel managment e negli azionisti la voglia di rendere il posto fisso del bancario un valore aggiunto. Anche perchè i recruiters e gli head hunters chiuderebbero bottega. Il tuo commento »PICCIPOTTI, gio 29 ott 09Il posto fisso è un valore molto spesso non aprezzato. Chi purtroppo si trova ad avere un posto precario non gode di buona salute e neppure di prospettive di crescita e sviluppo.
Ludovico, Amministrazione, ven 30 ott 09Penso che i commenti già inviati descrivano lo stato d'animo generale al riguardo. Viviamo in una società che dà pochissime garanzie, sopratutto se i giovani non appartengono ad una delle caste protette delle raccomonadazioni...per le quali stranamente il posto fisso esiste. Da parte mia, posso solo dire che per sfuggire ad una precarietà ridicola e frustrante e a offerte di lavoro inaccettabili (nonostante laurea in Economia Aziendale) sono scappato all'estero 5 anni fa...Ho potuto in questo modo iniziare un percorso di carriera negatomi in Italia...Certo sarebbe bello tornare a casa. Ma a fare cosa? Se non me ne fossi andato, non avrei avuto i soldi per sposarmi nè altro...Questo è un paese pieno di ipocrisie, dove si proteggono solo alcuni diritti. Conosco persone che hanno avuto lavori in banche e in aziende solo in quanto figli di...senza neanche qualifiche...Ma vorrei che si rispondesse ad una semplice domanda:come si fa ad iniziare una famiglia se non si ha nemmeno una garanzia al mondo? Non so quanti miei coetanei sono costretti a rimandare in eterno i loro piani di vita....L'intero mercato del lavoro andrebbe completamente ripensato. Cordiali Saluti Il tuo commento »anonimo, Credit, lun 02 nov 09il problema e' semplice. Il posto a tempo indeterminato dovrebbe essere garantito dopo un periodo di prova di 6 mesi. Detto questo l'azienda dovrebbe avere la flessibilita' di poter licenziare quelle persone - in Italia purtroppo la gran maggioranza- che una volta raggiunto il posto a tempo indeterminato vanno al lavoro- quando non chiamano malati- per scaldare la sedia. Il tuo commento »
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