Reuters IT
Sei in: Home > Career Centre Annuncio
  Login / Registrazione

NEWS E CONSIGLI

Limitato l’impatto in Europa del piano Volcker

Nel tentativo di riportare il settore bancario entro limiti di rischio accettabili in termini di intervento pubblico, l’amministrazione Obama riparte proprio da quello che è stato il paradosso (così potremmo definirlo) Lehman Brothers: una istituzione finanziaria “non così grande” che si pensò (eravamo ancora sotto amministrazione Bush) si potesse lasciare al suo destino e far fallire senza alcun intervento pubblico. Il fallimento di Lehman Brothers di per sé non sarebbe stato un problema se non fosse stato per la struttura del mercato finanziario: in pratica si generò una ulteriore ondata di asset tossici che andarono a mettere in pericolo i bilanci proprio di quelle istituzioni che erano “troppo grandi” per essere lasciate fallire.

Il rimedio proposto dal piano Volcker, quindi, oltre a stabilire un più ampio quadro rispetto a quello esistente di limiti di grandezza per le banche, si concentra nell’alterarne la loro struttura, ponendo fine alla possibilità di svolgere attività da banca commerciale e banca d’affari sotto uno stesso tetto, o meglio agendo nella seconda veste con i capitali reperiti con la prima per un proprio diretto profitto, senza che vi sia una relazione con il servizio reso alla propria clientela.

Le conseguenze sul versante europeo di una operazione che è squisitamente rivolta all’interno del mercato americano sembrerebbero a una prima analisi piuttosto limitate. La recente storia delle regolamentazioni finanziarie ci insegna che i legislatori europei sono poco inclini a produrre duplicazioni europee di quelle americane e, anche se tutti i governi sono ora più propensi a una armonizzazione globale delle normative e il Financial Stability Board ha appoggiato la riforma americana, non pare che anche questa volta sarà il caso. Per quanto riguarda poi il versante delle operazioni delle banche europee in America, gli analisti sono concordi nell’indicare il minimo impatto che il cosiddetto divieto di propriety trading avrà sulle banche europee. Ancora più limitate, possiamo concludere, saranno le conseguenze, proprio per il modello di business seguito, sulle banche italiane.

COMMENTI

PICCIPOTTI,  gio 04 feb 10

Credo che per le banche sia una soluzione ottimale separare la banca d'affari dal servizio classico di raccolta e impiego.
Penso che non sia poi così compleso per ogni banca creare una società che faccia solo trading con limiti di esposizione e leva finanziaria.
Alice

Il tuo commento »

FP, Consulenza,  gio 04 feb 10

L'imposizione di limiti dimensionali non risolve il problema del "too big to fail", a meno di porre limiti così bassi da devastare il sistema finanziario. Neppure mi convince la divisione fra banca commerciale e banca d'affari che, per risultare efficace, dovrebbe impedire partecipazioni incrociate a livello di gruppo bancario. Inoltre l'interconessione fra i mercati è tale da rendere minima la soglia. L'unica strada è quella del governo dei rischi, attraverso la rigorosa applicazione dei criteri di Basilea II.
Questa strada non piace alle banche perchè impone autodiscipina ed investimenti, sia in termini di capitale di vigilanza che di struture di risk management e sistemi informativi.
Non piace neppure ai governi perchè diventa necessario investire in fondi di garanzia per le imprese ed agevolare fiscalmente la costituzione di un adeguato buffer di capitale per le banche.

Il tuo commento »

IL TUO COMMENTO

* Campi obbligatori
Inserisci il tuo nome
Settore
Il tuo commento*
Hai 1200 caratteri rimanenti
Immagine di controllo* ( Che cosa è questo? )
Inserite il codice qui sotto oppure log-in / Registrazione per evitare questo passaggio.
Consenso: Tutti i commenti devono essere in linea con il regolamento della sezione “I tuoi commenti”.
Per qualsiasi opinione riguardante un commento, spedire una email a redazione@efinancialcareers.it.
ULTIME INSERZIONI IN FINANZA
Home  |  My eFinancialCareers  |  Cerca lavoro  |  News & consigli  |  Società  |  Chi siamo  |  Lavora a eFinancialCareers  |  Contattaci