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Fusioni e acquisizione, ripartono i deal

Dopo il picco negativo degli anni passati, contraddistinti dalla crisi finanziaria e in particolare dal blocco della liquidità, superato da parte delle aziende anche con un eccessivo ricorso all’emissione di bond, l’M&A sta dando forti segnali di ripresa delle attività. Infatti, secondo dati Dealogic, a novembre scorso il valore dei deal ha raggiunto globalmente i 305 miliardi di dollari, recuperando livelli che non si vedevano da oltre un anno.

“La tendenza globale ci sembra possa essere confermata anche a livello locale. Ne abbiamo avvertito i primi segnali nei mesi scorsi ed oggi riscontriamo una concreta ripresa delle attività in ambito M&A. Abbiamo già avviato dei progetti di ricerca per conto di alcune realtà clienti”, spiega Federica Frasca, manager della divisione Banking & Insurance di Antal Intenational Italy.

Anche in Italia, quindi, qualche segnale di ripresa si intravede, specie nell’ambito di rafforzamento delle Pmi che hanno saputo superare i mesi più pesanti della crisi. Proprio per favorire questo processo, di recente è stato siglato un accordo per rendere disponibili i capitali necessari sotto l’egida della Confindustria, cui partecipano Unicredit, Intesa e Mps e la Cassa depositi e prestiti da parte governativa. “Il periodo che stiamo attraversando è tuttora difficile per le piccole e medie imprese, ma le aziende ad alta specializzazione, in attesa che i mercati si stabilizzino definitivamente, potranno avere spazi di manovra maggiori”, spiega Marco Menghini, amministratore delegato di Human Lab.

Le premesse per una ripresa dei deal sembrano non mancare e di conseguenza nuove richieste per professionisti specializzati nel settore non tarderanno ad arrivare. “In particolare, l'interesse è per figure di seniority intermedia, associate con esperienza di 4/5 anni che provengano da banche di investimento o da società di advisory. L'obiettivo, dunque, sembra essere quello di reclutare risorse con competenze sufficientemente consolidate, che possano muoversi con buona autonomia così da essere reale supporto all'attività dei singoli team, ma che presentino anche un profilo retributivo ‘gestibile’, allineato al perdurare di stringenti politiche di contenimento costi”, conclude Frasca.

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